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MADAGASCAR 2: IL RITORNO

di Gionata Paolicchi

Dopo il primo viaggio in Madagascar a novembre, scocca l'amore per l'isola di Nosy Be e per i tanti, tanti pesci che popolano le sue acque: è possibile pescare a jigging, spinnning, traina, drifting, bolentino, in tutti i modi che il mare permetta, perchè tante sono le specie insidiabili. A novembre conosco sull'isola Domenico Guadalupi, un pugliese che da ormai 15 anni vive li e che organizza tour, escursiosi sull'isola ed ora, con me, anche la pesca. Domenico è la chiave per il Fishing Paradise a Nosy Be, l'uomo che mi da garanzie che gli italiani ed amici che mando giù a pesca siano seguiti nel migliore dei modi: non dimentichiamoci infatti perchè nasce Fishing Paradise, per tutelare tutti coloro i quali negli anni hanno fatto vacanze di pesca rimanendo "fregati" o comunque trovando problemi non risolvibili in loco, proprio perchè in loco non c'è nessuno ad assistervi... proprio noi, il gruppo da me fatto nel secondo viaggio di giugno 2009, si imbatte in uno di questi problemi e proprio grazie alla preziosa collaborazione di Domenico salviamo la vacanza che stava andando incontro ad un fiasco colossale, ma andiamo per ordine.

Lunedì 22 giugno partenza da Fiumicino alle ore 23, abbiamo 60 chili di extra bagaglio, ne paghiamo 33, sono 500 euro. Noi facciamo vedere tutto quello che abbiamo, altri italiani pescatori nascondono i bagagli a mano e la passano liscia... liberi di comportarvi come meglio credete... ma non sempre si passa liscia a fare certe cose. Si parte con 50 minuti di ritardo grazie alla società che gestisce Aeroporti di Roma, bel viaggio, tranquillo, si dorme, si atterra alle nove e mezzo di mattina, Domenico è li che ci aspetta. Arriviamo al lodge, il Nosy Lodge (prossimi giorni vi metto altre foto fatte dagli altri che erano con me...), iniziamo a tirar fuori gli 80 chili di roba da pesca, roba da pesca che giace ora a casa di Domenico e che è parzialmente a disposizione degli amici che andranno giù con Fishing Paradise. Abbiamo tre canne Italcanna Diplomat da traina con tre Gladiator 6/0 per la traina, abbiamo 4 canne da Jigging della Maria (che non è una nostra amica ma una azienda...), abbiamo tre Agabama azzurre, due delle quali della nuova serie limited edition, come mulinelli dei Penn Sargus e degli Stella della Shimano (due trattori che però costano molto diversamente...). I protagonisti di questa avventura sono: Ighli Vannucchi, Simone Bini ed Adriano Paolicchi. Ighli dovrà lottare contro il mal di mare ma ne uscirà vittorioso, Bini dovrà lottare contro se stesso, Adriano contro la sua lingua. Ighli si metterà il cerottino anti mal di mare e la passerà bene solo il primo giorno di pesca, ma si sentirà male il secondo e lo bloccherà il terzo, deciderà di non mettersi più il cerotto e starà benissimo nelle uscite seguenti. Bini dopo tre ore di Madagascar, mi lascia da solo in piscina e andrà in camera per farsi una doccia, lasciando aperta la porta, porta che si trova sulla spiaggia, spiaggia pubblica... tornerò in camera dopo 5 minuti e mi accorgerò che il mio lussuoso iphone è sparito. Adriano, detto "muso", massacrerà di discorsi tutti i presenti, vittima preferita Ighli, che di solito ascolta in rigoroso silenzio, pure troppo. Conosciamo subito la nostra guida di pesca, ometto il nome per educazione, perchè si rivelerà una guida poco competente. Purtroppo Domenico non è esperto di pesca e visto che la nostra barca e guida preferita, si trova in Francia per piccoli problemi di lavoro, dobbiamo trovarne un altra che sia alternativa. Questo "sfortunato" charter di pesca in cui ci imbattiamo vive qui da anni, ma lavora con gli hotel nel 99% dei casi, hotel che solitamente non hanno una clientela di pescatori accaniti ed esperti ma di amatori che vogliono fare una battuta di pesca: mi terrorizzo sin da subito, ancor prima di uscire, perchè la guida ci fa vedere il suo album catture... e da li capisco... che prende pochi pesci... se quelle erano le foto di 13 anni... siamo rovinati. Infatti passiamo tre giorni pessimi con questo signore, con Simone che ci litiga ogni due minuti, non sa fare manovre, ti fa trainare su 200 metri di fondale ecc. ecc. Al 4° giorno molliamo la presa, ci concediamo un giorno di vacanza e giro dell'isola in Quad e Moto (dove Muso darà il meglio di se stesso cadendo più volte e rompendo pure la freccia della moto... e pensare che ha 70 anni...) e mentre loro si divertono con Domenico visito le altre strutture alberghiere che possono ospitare gli amici del Fishing Paradise e vado in cerca di una barca per gli ultimi due giorni che resteremo li e conosciamo Manou, un franco-spagnolo che vive li da 13 anni e che è da tutti considerata la miglior guida, anche se la più cara: uscire con lui costa 550 euro al giorno, uscire con la nostra solita guida costa 350 euro al giorno... la differenza dove sta? Sulla barca "economica" si pesca in tre al max, è un entro bordo ha poco spazio, consuma meno carburante (circa 100 litri contro 230 di media di Manou), quindi può fare un prezzo più basso. Ovviamente se siete esperti e siete in tre vi consiglierò di "risparmiare", se non siete esperti e siete in 4 vi consiglio Manou (spenderete 120 euro al giorno con Emile, o 140 con Manou, rispettando i numeri barca detti prima...) stiamo studiando con Domenico due pacchetti pesca/alloggio, che si chiamano "class" e "top class", due sistemazioni alberghiere differenti e due barche differenti. Manou lo avrete visto anche su Sky Caccia e Pesca con Cuomo e Rodriguez... vero mito, grande uomo, parla anche un po di italiano. Ma andiamo avanti. I tre giorni con la prima guida ci fanno prendere poco, pochissimo, considerando il posto ed il periodo, quello che è certo che a giro ci sono pochi GT e me ne rammarico, perchè Ighli ama lo spinning e quelli sono i pesci re di quella tecnica. A novembre abbiamo fatto anche 40 GT in tre ore, adesso abbiamo fatto 4 GT in una settimana! La pesca è così... magari, la settimana dopo, arrivano e ne fate 400! I periodi per la pesca migliori vanno da luglio a dicembre, ma negli altri mesi, pescare a traina, jig e bolentino, oppure vela e marlin, sono ottimi mesi. A Nosy Be si pesca nove-dieci mesi all'anno, vanno lasciati fuori gennaio e febbraio, periodo di cicloni. Gli ultimi due giorni con Manou saranno i migliori e soprattutto non dovremo litigare con lo skipper per non fare inversioni a 180 gradi mentre si traina! Insomma... non vi ho detto nulla di pesca e di tecniche di pesca, perchè lascerò a Bini il piacere e l'onore di farlo, visto che anche sull'isola ho lasciato a lui il comando (più o meno...) delle operazioni in pesca, volevo solo farvi una introduzione a quella che è stata questa vacanza e volevo mostrarvi le foto di questo viaggio, che alla fine, è stato molto bello. Il mercoledì sera abbiamo avuto anche una simpatica diretta con gli amici di RAI Radio Due, Gianfranco Monti e soci, abbiamo mangiato benissimo, la temperatura ottimale, zanzare nemmeno l'ombra, chi ama i massaggi sarà più contento e a Nosy Be non manca nulla. Ci sentiamo nei prossimi giorni lasciando a Simone Bini e magari anche ad Ighli la parola se vorrà. A breve online anche i prezzi con i pacchetti di viaggio a Nosy Be. Noi torneremo giù tra ottobre e novembre, avrò il mio solito gruppone, ma se riusciamo a farne un altro, rimarrò volentieri anche due settimane, vi aspetto, scrivetemi. Ringraziamo le ditte Colmic, Tubertini, Italcanna, Pure Fishing e Maria/Yamashita per i materiali messi a disposizione, quanto di meglio, davvero, ci sia in circolazione per pescare in posti estremi come il Madagascar.

 

Ighli con una Coral Trout, un tipo di Cernia di circa 15 kg presa a Jigging

Sempre Ighli con una Carp Rouge presa ancora a jigging

Simone Bini con una Coral Trout di circa 17 kg presa a jigging

Gionata ancora con una Cernia di quasi 20 kg presa a Bolentino con una testa di Bonito come esca

Ighli con uno Squalo preso a jigging

Una piccola ricciola presa a Jig da Ighli

Gionata in action

Il jig ha dato buoni frutti...

altre catture da jig

uno squalo preso con un bonito vivo alla secca del Castoro

pochi GT in questa trasferta e quei pochi... sono caduti nelle mani del mitico Ighli

Simone a Jig con un pesce... che ahimè non vedremo...

intanto "Muso" a bolentino prende 5 pesci alla volta...

secca del Castoro, ecco che arriva un bel tonno dente di cane!

e oltre il tonno ecco il mostro preso da Gionata, un Barracuda di 23,2 kg

Ighli in action

sempre il mostro preso da Gionata fotografato da Gionata nelle mani della ciurma...

l'innesco che ha preso il Barracudone

Un Blue fin trevaly preso da Ighli a Jig

Ighli prende un GT a traina...

in barca un bel carpaccino con olio d'oliva non può mancare...

sopra la piscina del Nosy Lodge, sotto la barca di Manu

 

 


 

 
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